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I
BILANCI
IL BILANCIO CONSUNTIVO
Il bilancio consuntivo elenca tutte le uscite e le
entrate nell'arco di un esercizio condominiale tirando
le dovute somme e può essere analitico (cioè
dettagliato, nel senso che ogni singola spesa e/o
entrata viene menzionata con la rispettiva data) o
sintetico (sommario, nel senso che non vengono
menzionati i singoli movimenti, bensì soltanto la somma
degli importi di gruppi di spese, come ad es. "Spese
Bancarie"). È buona consuetudine sottoporre tale
rendiconto al controllo dettagliato da parte di almeno
due condòmini incaricati a tal fine (i cosiddetti
revisori dei conti). I revisori dei conti devono poter
confrontare le singole voci di bilancio con la
documentazione raccolta dall'amministratore. Resta
comunque diritto di ciascun condomino la possibilità di
consultare la documentazione del condominio, purché ciò
non costituisca intralcio al lavoro dell'amministratore.
Gli importi del bilancio consuntivo devono quindi essere
ripartiti tra le varie porzioni materiali del condominio
secondo i criteri di ripartizione stabiliti dal
regolamento condominiale e/o dall'assemblea (tali
criteri sono di solito condensati in cosiddette tabelle
millesimali).
Mentre non dovrebbe essere difficile interpretare il
rendiconto delle entrate e delle uscite, può talvolta
risultare arduo comprendere il bilancio ripartito sulle
varie unità. Ecco una breve descrizione delle singole
colonne:
solitamente nella prima colonna si trovano i numeri
delle unità (porzioni materiali) con il nome del
rispettivo condomino;
seguono quindi una o più colonne denominate secondo il
nome della tabella di ripartizione cui sono associate
(vedere CRITERI DI RIPARTIZIONE); ogni colonna contiene
gli importi di competenza di ciascuna porzione materiale
(spesso tra parentesi sono indicati anche i relativi
millesimi);
segue di solito una colonna che somma gli importi delle
colonne precedenti ovvero una colonna che riporta la
spesa complessiva calcolata per ciascuna porzione
materiale del condominio (nei nostri bilanci si chiama
"Totale gestione");
vi è poi una colonna che riporta i saldi dell'esercizio
precedente (nei nostri bilanci ripartiti si chiama
"Saldi di fine Es. prec."), per conteggiare anche
eventuali debiti o crediti del periodo precedente;
ATTENZIONE: nel nostro caso valori negativi indicano che
il condomino ha un debito verso il condominio, valori
positivi indicano crediti;
dunque si trova una colonna in cui si indicano gli
importi versati nel corso dell'esercizio per ciascuna
porzione materiale;
la tabella si chiude con una colonna che riporta il
totale di ciascuna porzione materiale, ossia il nuovo
saldo; nel nostro caso è molto semplice ottenere tale
importo, in quanto basta sommare i valori delle ultime
tre colonne, "Totale gestione", "Saldi di fine Es. prec."
e "Rate versate"; la colonna dei totali costituisce allo
stesso tempo il nuovo saldo, cioè l'importo che nel
bilancio preventivo sarà chiamato "Saldo di fine Es.
prec.".
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IL BILANCIO PREVENTIVO
Il bilancio preventivo, che si basa solitamente sul
bilancio consuntivo precedente, costituisce una stima
delle spese condominiali da affrontare nel nuovo
esercizio e, come il bilancio consuntivo, è soggetto
all'approvazione dell'assemblea. Nel "Bilancio
Preventivo per Conto" sono elencate le spese previste
(eventualmente raggruppate in categorie più ampie e di
facile comprensione) con i relativi importi. Una volta
che l'assemblea ha approvato il preventivo di spesa si
passa alla suddivisione degli importi come avviene con i
consuntivi, in modo da stabilire approssimativamente
l'entità della spesa per ciascuna porzione materiale
tenuto conto del saldo nel consuntivo precedente (si
parla di ripartizione del preventivo). Il bilancio
preventivo viene inviato ai condòmini prima della
riunione condominiale in cui dovrebbe essere approvato.
Sia il bilancio preventivo per conto, sia quello
ripartito per unità sono redatti in modo analogo ai
bilanci consuntivi e le rispettive ripartizioni.
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IL PROSPETTO DELLE RATE
Le rate sono un acconto delle spese condominiali che
sono previste in un determinato periodo. Alla chiusura
dell'esercizio contabile si calcola quanto
effettivamente è stato speso per ciascuna porzione
materiale (vedere IL BILANCIO CONSUNTIVO) e si controlla
quali condòmini hanno dato in acconto più di quanto è
stato effettivamente speso per le loro unità e quali
hanno versato di meno.
Il prospetto delle rate si basa completamente sul
bilancio preventivo, e non è altro che l'indicazione
degli importi - con la rispettiva data di scadenza - che
ciascun condomino deve versare al condominio.
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I CRITERI DI RIPARTIZIONE
I criteri di ripartizione, che devono seguire le
disposizioni di legge, sono fissati nel regolamento
condominiale e/o vengono stabiliti in assemblea e sono
strettamente collegati alle tabelle di ripartizione (di
solito sono le cosiddette tabelle millesimali), tanto
che di solito queste tabelle sono sufficienti a
esprimere in modo condensato eppure esaustivo tutti i
criteri di ripartizione. Possono però darsi alcuni casi
particolari, in cui determinate spese non sono
attribuibili ad un'unica tabella, bensì devono essere
ripartite secondo più tabelle. Un esempio chiarirà
meglio la questione: supponiamo di avere delle tabelle
millesimali distinte per il giroscala e per i garage, e
che tuttavia vi siano un unico contatore ed un'unica
bolletta dell'energia elettrica per entrambe le aree.
Tale bolletta andrà suddivisa in parte su una tabella,
in parte sull'altra secondo proporzioni previste
dall'assemblea, facendo quindi entrare in gioco un
ulteriore criterio di ripartizione rispetto alle
tabelle.
È dunque chiaro che ciascuna voce di spesa del bilancio
è associata ad una o più tabelle millesimali. Facciamo
inoltre notare che i criteri di ripartizione non sono
inviati ai condòmini prima di ogni assemblea, perché,
salvo nuove delibere dell'assemblea, essi rimangono
invariati nel tempo e possono quindi essere individuati
attraverso la lettura dei verbali in cui sono stati
fissati. È tuttavia garantita a tutti i condòmini la
possibilità di conoscere in ogni momento gli attuali
criteri di ripartizione, quindi anche le associazioni
delle voci del bilancio alle differenti tabelle di
ripartizione, facendone esplicita richiesta
all'amministratore oppure consultando l'area riservata
del nostro sito web.
Si può affermare, riassumendo, che i criteri di
ripartizione sono il genere che racchiude in sé la
specie, cioè le tabelle millesimali o altre tabelle di
ripartizione (ad es. percentuale, o altri coefficienti).
Tutti i criteri di ripartizione, ivi comprese le tabelle
millesimali, possono essere modificati dall'assemblea
dei condòmini, purché vi siano le maggioranze
necessarie.
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Principio di CASSA e principio di COMPETENZA
Nella redazione dei bilanci è possibile seguire princìpi
generali differenti, ciascuno comportando vantaggi e
svantaggi:
Il principio di cassa
Secondo questa procedura, nell'esercizio contabile si
tiene conto soltanto delle spese e delle entrate
effettivamente avvenute nel periodo dell'esercizio, non
già delle spese che si riferiscono a tale periodo ma che
sono ancora da pagare (fatto sovente con le bollette, la
cui fattura è emessa con una data dell'esercizio
contabile precedente, mentre la scadenza di pagamento
ricade nell'esercizio successivo); questo modo di
operare garantisce una perfetta coincidenza dei
movimenti bancari (estratto conto) con i movimenti
registrati nella contabilità di condominio, permettendo
di conseguenza un facile controllo della gestione, ma,
d'altro canto, comporta una certa imprecisione
nell'attribuzione di determinate spese a determinati
condòmini piuttosto che ad altri (soprattutto nel caso
di subentri di proprietà, di nuovi inquilini, ecc.) e
nella redazione dei preventivi di spesa. Anche il
confronto tra preventivo e consuntivo spesso non ha più
senso.
L'amministrazione di condominio solitamente addotta
questo principio, in quanto è comunemente ritenuto più
snello e di facile comprensione.
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Il principio di competenza
Secondo questo modus operandi nel bilancio consuntivo
vanno inserite tutte le voci di entrata e di uscita che
si riferiscono ad un esercizio contabile prescindendo
dal fatto che siano state pagate o meno. Seguendo il
principio di competenza è possibile fare dei preventivi
di spesa molto precisi ed inoltre, nel caso di subentri,
il nuovo proprietario non si trova a dover contribuire a
spese che riguardano periodi precedenti al suo subentro.
I bilanci societari seguono per lo più questo metodo,
nonostante risulti meno intuitivo a molte persone. (Si
tenga tuttavia presente che i bilanci societari seguono
in generale regole diverse dai bilanci di condominio;
questi ultimi infatti sono più simili a dei rendiconti
economici).
La scelta del principio da adottare costituisce una
decisione piuttosto importante, poiché sarebbe bene
mantenerla nel tempo, visto che ogni cambio di paradigma
comporta alcune difficoltà soprattutto nella redazione
dei bilanci preventivi successivi e nella distribuzione
delle singole spese durante il periodo di transizione.
Ai condominii che devono fare i conti con una spesa
complessiva elevata consigliamo di adottare il principio
contabile della competenza.
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